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Droni e alberi. Una relazione vincente

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Ogni giorno nel mondo vengono abbattuti 41 milioni di alberi. Ogni giorno la nostra sopravvivenza viene messa a rischio anche per questo motivo. Se eliminiamo le piante con cui è possibile assorbire anidride carbonica e, anzi, ne provochiamo il rilascio quando gli alberi vengono abbattuti o bruciati, danneggiamo noi stessi e agiamo a favore del surriscaldamento del pianeta.

E’ quindi fondamentale e necessario rigenerare le foreste nel più breve tempo possibile per poter dare un po’ di ossigeno al pianeta. La soluzione migliore, ovviamente, sarebbe quella di bloccare le deforestazioni ma essendo una cosa al momento impraticabile possono venire in soccorso i droni.

Se vogliamo contrastare seriamente il cambiamento climatico – afferma Justin Adams, Managing Director Global Lands for The Nature Conservancy – dobbiamo investire sul serio sulla natura. Da come gestiremo le nostre terre nel prossimo futuro dipende un terzo delle emissioni di gas serra. Una gestione sostenibile accompagnata da seri progetti di riforestazione, ci metterebbero al sicuro da pericolosi aumenti del livello di riscaldamento globale”.

Esiste una tecnologia in grado di piantare 400.000 semi al giorno attraverso il lavoro dei droni, che si chiama BioCarbon Engineering . Il procedimento è semplice: i droni mappano il territorio e una volta disegnato lo schema dell’impianto sparano dei proiettili contenenti i semi insieme alle sostanze nutritive che servono alla loro crescita.

Droni e alberi coppia vincente!

I droni spara-semi sono già operativi nel Regno Unito, in Canada, in Australia e nel Myanmar. Il loro utilizzo, oltre a dare un vantaggio in termini di velocità di ripiantumazione delle foreste abbatte i costi di ripristino del terreno.

Visto i vantaggi ci auguriamo che questa tecnica venga adottata da un numero sempre più elevato di nazioni e che tutto ciò porti sostanziali miglioramenti a beneficio del pianeta.

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