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Fotovoltaico galleggiante, tanta energia a impatto zero sul consumo di suolo

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Da qualche tempo si stanno sviluppando studi e progetti sul fotovoltaico galleggiante, un sistema installato sull’acqua caratterizzato da pannelli solari montati su supporti galleggianti.

Rispetto agli impianti tradizionali su terra ferma il fotovoltaico galleggiante ha alcuni vantaggi rilevanti: è più efficiente, riduce a zero il consumo di suolo e non necessita di frequente manutenzione.

Contrariamente a quanto si pensi in agosto il pannello fotovoltaico produce meno energia rispetto a giugno a causa del suo surriscaldamento. Sull’acqua tale fenomeno non si verifica perché il pannello viene costantemente rinfrescato. La maggiore efficienza è data anche dalla rifrazione della luce che, rimbalzando sulla superficie del bacino, viene catturata dal sistema.

Fotovoltaico galleggiante, tanta energia a impatto zero

Creare floating farm sui corsi d’acqua porta al grande vantaggio di azzerare il consumo di suolo, ma potrebbe avere un impatto negativo sull’ambiente sia per quanto riguarda il rilascio di microplastiche che per l’equilibrio degli ecosistemi delle acque. Tali fenomeni sono in fase di studio sugli impianti già presenti in diverse nazioni del mondo come in California, Corea del Sud, Singapore e Olanda.

La scorsa primavera è stato presentato il progetto di COESA per l’allestimento di un impianto fotovoltaico galleggiante nel bacino della Cava Germaire in Piemonte, sulla sponda destra del fiume Po. Il sistema prevede l’installazione di 9.720 moduli fotovoltaici e di 45 inverter multi-inseguitori e attualmente è in attesa delle autorizzazioni necessarie a procedere.

“Stiamo studiando la fauna per fare in modo che l’impianto non interferisca con l’ambiente” spiega Federico Sandrone, presidente del Consiglio di Amministrazione di COESA “I pannelli saranno tenuti a oltre 50 metri dalle rive, dove nidificano gli uccelli, e le loro file saranno distanziate di cinque metri, in modo da non creare ombre dannose per l’ecosistema del lago. Il bacino è di 25 ettari e noi ne copriremo 10, quindi avremo 100 mila metri quadrati di pannelli solari con una copertura discontinua. Li posizioneremo al centro dello specchio d’acqua, dove la profondità è maggiore: 50 metri. Ed è dimostrato che nei bacini chiusi la luce non arriva sotto i dieci metri”.

Quando il progetto di COESA verrà realizzato le emissioni inquinanti verranno ridotte di 3.500 tonnellate di anidride carbonica all’anno e sarà affiancato da istituzioni universitarie e centri di ricerca scientifica.

Fotovoltaico galleggiante - foto da Rierengy ESCo
Fotovoltaico galleggiante – foto da Rierengy ESCo

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