No menu items!
13.9 C
Milano

Sostenibilità? Ok ma a zero costi

Più letti

Complici gli obiettivi dell’agenda ONU 2030 Il tema della sostenibilità è dibattuto sempre più frequentemente e in un numero elevato di ambiti.

Bisogna considerare che il termine sostenibilità viene spesso associato unicamente all’ aspetto ambientale senza dare il giusto peso a quello economico e sociale.

Da un’indagine compiuta nell’incontro “Verso Cop 26. Il contributo della filiera agroalimentare agli obiettivi di neutralità climatica” svoltosi nei giorni scorsi a Bologna, emerge che solo un’impresa su quattro del settore manifatturiero è intenzionata ad investire in prodotti e tecnologie green nel triennio 2021-2023. Secondo quanto rilevato del 90% dei consumatori favorevoli ad iniziative in favore dell’ambiente il 54% di essi dice di non essere disposto a pagare un prezzo più alto per un prodotto sostenibile.

Durante l’incontro, organizzato dall’Osservatorio di Sostenibilità di Nomisma in collaborazione con il ministero della Transizione ecologica, Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma ha spiegato che l’Italia sta facendo bene nell’ambito delle fonti rinnovabili di energia e molto bene in quello del riciclo dei rifiuti con un 68% di riutilizzo dei rifiuti contro il 41% della media europea.

L’obiettivo della neutralità climatica prefissato per il 2050 non sarà semplice da raggiungere: non bisogna sottovalutare gli imprevisti che possono cambiare l’ordine delle cose. Ne è un esempio l’attuale rialzo dei prezzi delle materie prime che potrebbe rallentare la produzione del settore legato all’innovazione tecnologica e la corsa della transizione green.

Sostenibilità, il parere degli imprenditori

All’incontro sono intervenuti imprenditori di grandi aziende che hanno espresso il loro punto di vista sul tema sostenibilità. Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo, ha detto. “Un punto da chiarire è che le industrie alimentari non possono avere come obiettivo quello di produrre di meno. Noi nel rispetto dell’ambiente dobbiamo produrre di più e con sempre maggiore qualità perché è quello che ci chiedono i mercati”.

Ha poi aggiunto: “La plastica nel packaging non è un vezzo dell’industria, ma la soluzione che fino a qui ci ha offerto le maggiori garanzie in termini di sicurezza alimentare. Il processo di sostituzione con la carta non può che essere graduale. L’intero percorso di transizione ecologica deve poi coinvolgere le aziende agricole non solo con i vincoli ma anche con delle premialità”

Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e dell’Associazione distribuzione moderna ha spiegato “Sulla sostenibilità bisogna resistere ai luoghi comuni. Va bene lo sforzo di ridurre gli imballaggi e il packaging, ma attenzione perché portare l’ortofrutta sfusa sui banchi della grande distribuzione richiede sforzi in termini logistici e di refrigerazione con altrettanto pesanti impatti in termini di emissioni.”

“L’importante è realizzare il maggior coinvolgimento possibile del mondo produttivo e della trasformazione perché solo in questo modo le innovazioni diventano standard in grado di produrre vantaggi per tutti”.

Emerge dunque che i vantaggi per le aziende non sono sempre immediati.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Le ultime