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Influenza delle variazioni climatiche sulle pandemie

variazioni climatiche e pandemie - foto da Borderline24
variazioni climatiche e pandemie - foto da Borderline24

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista GeoHealth dell’American Geophysical Union le variazioni climatiche hanno il loro peso sulla diffusione delle pandemie.

 

Gli scienziati hanno estratto una carota di ghiaccio prelevata dal Colle Gnifetti, sul Monte Rosa. Una volta analizzata è stato possibile risalire alle condizioni climatiche che si sono alternate nel corso del secolo scorso. E’ emerso che tra il 1914 e il 1919 si sono manifestate anomale correnti di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico.

Variazioni climatiche: le conseguenze

Si evince quindi che all’inizio del Novecento, così come sta succedendo oggi, siano esistite delle condizione di stress causate da variazioni climatiche che hanno favorito il propagarsi di un’epidemia. Tra il 1918 e il 1920 morirono 50 milioni di persone per la spagnola, la pandemia influenzale che stroncò prevalentemente giovani adulti precedentemente sani.

 

Secondo studi recenti l’infezione virale della spagnola non era particolarmente aggressiva, furono altre le cause che ne favorirono la diffusione: guerra, malnutrizione, campi medici e ospedali sovraffollati, scarsa igiene e condizioni climatiche avverse.

 

Si pensa che le piogge torrenziali che si manifestarono durante la Prima Guerra Mondiale vennero causate dai bombardamenti che, alzando polvere nell’atmosfera, innescarono un processo di condensazione delle acque.

 

I soldati in trincea stavano costantemente a contatto con l’acqua, soffrivano di ipotermia e il loro sistema immunitario era messo a dura prova. A rendere ancora più critica la situazione era la contaminazione dell’acqua: l’afflusso di aria oceanica influenzò le migrazioni delle anatre domestiche. E’ altamente probabile che a causa delle variazioni climatiche per il freddo i volatili nel 1917 e 1918 abbiano desistito e non abbiano compiuto la migrazione usuale.

 

Le anatre domestiche erano l’ospite animale principale per i ceppi di virus influenzali H1N1 e le acque dove stanziavano vennero facilmente contaminate provocando la diffusione del virus.

Allora come oggi l’emergenza climatica ha innescato la diffusione del virus. Le alte temperature oggi hanno promosso la nascita di nuove specie di pipistrelli nella provincia dello Yunnan cinese. Sono specie che ospitano circa 100 tipi diversi di coronavirus.

 

E’ fondamentale e necessario recuperare il rapporto dell’uomo con la natura e l’ambiente. Non farlo significa andare facilmente incontro a scenari peggiori di quello che stiamo vivendo ora. Bisogna agire subito, ogni perdita di tempo è controproducente.

 

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